Reset e accesso SSH nel NAS Lacie Network Space 2
Devo ammettere che il tizio che ha scattato questa foto è stato più intelligente di me. Io ho tentato di toglierla con le unghie ma mi si è rotta in mille pezzi e a quel punto me ne sono fregato e ci sono passato sopra col cacciavite.
Si, stiamo ancora parlando del mio NAS Lacie Network Space 2 e quel sigillo di garanzia nasconde una vite da togliere per estrarre l’hard disk. Ma veniamo con ordine..
L’altra volta ci siamo lasciati dicendo che questo NAS, per quanto carino possa essere, nasconde un difetto molto importante: c’è un solo disco rigido, in cui sono presenti sia il sistema operativo che i dati. Quindi, se va in pappa l’HD va in pappa anche il sistema e apparentemente non c’è modo di recuperare le cose. Gli utenti normali a quel punto sarebbero costretti a portare il NAS in assistenza, ma figurati se noi nerd ci scomodiamo per un hard disk quando basta un po’ di tempo e qualche cacciavite!
Avevo ordinato un bel cavetto da eBay con il quale potevo accedere alla porta seriale inclusa in quest’affare e vedere perché diavolo s’impianta all’avvio. Tra l’altro, quel cavo deve ancora arrivarmi.
Come ho risolto, allora? Con una procedura di reset che ho trovato sul sito di Lacie: all’inizio non m’ispirava particolarmente, le istruzioni possono essere poco chiare, ma in tempo di guerra non si butta via niente e alla fine sono riuscito a resettarlo. Ecco come funziona.
Reset del dispositivo
- A NAS spento, premete il tasto di accensione e tenetelo premuto finché non si avvia e successivamente la luce blu diventa rossa fissa;
- rilasciate il pulsante. La luce rossa dovrebbe iniziare a lampeggiare;
- premete di nuovo il pulsante. Fatelo in fretta, finché la luce lampeggia, e tenetelo premuto per 5 secondi. State attenti perché non dovete premerlo né troppo tardi (dopo qualche secondo la luce rossa lampeggiante diventa blu) né per il tempo sbagliato (5 secondi, non un tempo a caso!). Se sbagliate dovrete rifare tutto da capo;
- al termine del countdown rilasciate nuovamente il pulsante. A questo punto il NAS si riavvierà e inizierà a smacchinare, si resetterà (formatterà qualche partizione e installerà un vecchio firmware) e sposterà tutti i dati che avete dentro MyShare/Recovery. Tranquilli, quindi, niente andrà perduto.
Dopo il reset ho aggiornato tutto all’ultima versione. Non avevo paura di perdere qualche backdoor per abilitare il demone SSH: visto che l’ho già disassemblato e perso la garanzia, posso benissimo abilitarlo collegando l’HD ad un altro computer. Prima di rivelarvi la procedura, è bene che vi spieghi brevemente com’è partizionato quel cavolo di disco.
Schema delle partizioni
Iniziate a rifarvi gli occhi a suon di fdisk e df.
In sostanza, il disco è così partizionato:
- /dev/sda1: partizione estesa che contiene:
- /dev/sda5: swap
- /dev/sda6: non ne ho idea ma qui potrebbe esserci il bootloader
- /dev/sda7: firmware della scheda logica (read-only)
- /dev/sda8: sistema linux di base di Lacie (read-only)
- /dev/sda9: sistema linux in uso (read-write)
- /dev/sda2: tutti i vostri dati più dashboard, configurazione transmission (il demone che scarica i torrent) e così via.
Quindi è /dev/sda9 che il sistema usa continuamente e dove salva la configurazione ed è proprio qui che agiremo. Se poi volete assicurarvi l’accesso ssh anche in caso di reset, potete provare a modificare pure /dev/sda8. Fate un po’ voi.
Abilitare SSH
Generare le chiavi di accesso
Non so se ci avete fatto caso, ma c’è un piccolo problemino da risolvere: anche abilitando il demone SSH, come faremo a loggarci da remoto se non conosciamo la password di root? Un passwd da chroot? Tanti auguri.
In breve, creeremo una coppia di chiavi pubblica-privata e salveremo quella pubblica nella cartella utente di root, in modo da auto-autorizzarci l’accesso con la password della chiave privata.
Per generare la coppia di chiavi, da un sistema GNU/Linux o OS X (Windows chissenefrega
) basta digitare questo comando da terminale:
A questo punto abbiamo ottenuto due file: lacie_ns2 che è la chiave privata e lacie_ns2.pub che è quella pubblica. Tenete in vista quest’ultima che ora ci servirà.
Attivare il demone SSH e auto-autorizzarci per il login
Bene, smontiamo il disco, colleghiamolo ad un computer con sistema GNU/Linux (per comodità) e montiamo la partizione ext3 /dev/sda9. Accediamo alla cartella snaps/00 e troverete molte directory familiari: /etc, /root, /var, eccetera eccetera. Dopotutto ve l’ho detto questo è il vero sistema usato.
A questo punto, tutto si risolve in tre semplici passi:
- modificare con un editor testuale il file etc/initng/runlevel/default.runlevel decommentando la riga sshd, corrispondente al nostro amico demone. Così al prossimo avvio il sistema lo eseguirà automaticamente.
- controllare la configurazione di ssh presente nel file etc/ssh/sshd_config. Verificate su che porta ascolta (22) e che il login da root sia permesso (PermitRootLogin yes).
- aggiungere al file root/.ssh/authorized_keys il contenuto di lacie_ns2.pub. Se il file non esiste, createlo.
Ora, rimontate il disco, avviate il NAS e dal terminale del vostro computer date:
inserite la password che avete scelto al momento della creazione delle chiavi e godetevi lo spettacolo! Una volta entrati potete pure modificare la password di root (passwd) in modo da accedere da qualsiasi altro computer. Spero di essere stato più esaustivo possibile, se avete qualche domanda mi trovate tra i commenti.












